David Ellingsen: Le rughe degli alberi

“In un modo o nell’altro, questa serie si è trasformata in  un elogio alla foresta” (David Ellingsen)

"The Last Stand", David Ellingsen
“The Last Stand”, David Ellingsen

David Ellingsen è un fotografo e artista ambientale di origine Canadese che crea e fotografa delle installazioni site-specific ispirate al mondo naturale ed all’impatto dell’uomo che ha su di esso. Impiegando differenti tecniche fotografiche per ciascuna delle sue serie tematiche, Ellingsen, come un archivista e documentatore richiama l’attenzione allo stato contemporaneo dell’ambiente e riporta una personale visione sovversiva circa la nostra società spietatamente antiecologica.

"The Last Stand", David Ellingsen
“The Last Stand”, David Ellingsen

L’arte di David Ellingsen è marcatamente segnata dalle origini della famiglia Ellingsen, tra le prime che nel 1887 emigrarono per insidiarsi sull’Isola di Cortes, appartenente ad un piccolo arcipelago a cento miglia a nord di Vancouver. Quest’isola al tempo era splendente e completamente ricoperta di foreste, come lo stesso artista ricorda: “La foresta realmente era il nostro campo da gioco; uscivamo di casa la mattina presto, per stare fuori tutto il giorno, passeggiando per le foreste e ritornavamo solo per cena. Siamo cresciuti in un contesto fortemente legato al mondo naturale”.

"The Last Stand", David Ellingsen
“The Last Stand”, David Ellingsen

Sebbene la sua infanzia suoni idilliaca, questi incantevoli boschi suggeriscono anche un senso di spettralità; i ceppi, come monconi sterili dai disboscamenti, si tingevano di un’aura lugubre, arrivando ad assomigliare grazie ai solchi e ai noduli del legno, a dei visi attenti e scrutanti. “Mi ricordo che per arrivare alla fermata dello scuolabus dovevo attraversare la foresta; era piena di questi grandi tronchi recisi il cui sguardo incombeva su di me durante tutto il tempo”. Un ambiguo senso di meraviglia e di oscuro disagio è quindi il profondo sentimento infantile di Ellingsen.

"The Last Stand", David Ellingsen
“The Last Stand”, David Ellingsen

Nel lavoro “The Last Stand” l’artista voleva fotografare questa vecchia foresta proprio come la immaginava nei suoi ricordi; i profondi tagli verticali sui ceppi che gli ricordavano delle fisionomie umane, come grandi occhi o bocche spalancate in un grido, oppure squarci e ferite che raccontano l’anima del vegetale, che testimoniano un sentimento della foresta attraverso la loro estetica.

"The Last Stand", David Ellingsen
“The Last Stand”, David Ellingsen

Da non sottovalutare è l’accuratezza con cui David Ellingsen ha fotografato questi soggetti approcciandosi in maniera totalmente ritrattistica, creando zone chiaroscurali che mettessero in evidenza i segni di questi ceppi, che sono trattati come profonde rughe su volti iconici che tutto hanno da raccontare.

"The Last Stand", David Ellingsen
“The Last Stand”, David Ellingsen

L’opera di questo artista è anche fondamentalmente legata alla prospettiva ambientale fortemente ecologica che vuole suggerire; il nostro pianeta è sempre più soggetto a fenomeni che ledono la sua integrità naturale e possiamo vedere l’impatto della nostra società sull’ambiente quotidianamente. E’ importante quindi che i suoi scatti, che riguardano delle storie passate, vengano visti con intelligenza e  attenzione per non ricadere negli stessi errori.

"The Last Stand", David Ellingsen
“The Last Stand”, David Ellingsen

Non solo denuncia, ma anche tutela, l’arte di Ellingsen che si è fatto promotore del mantenimento di questi ceppi, come segni indelebili di un errore umano che non dev’essere ripetuto. L’artista infatti ha voluto mantenerli il più possibile simili al loro stato originario, come i vecchi oggetti che vengono impacchettati e riposti in un armadio a dimenticare, per essere ritrovati in un’altra vita e finalmente ricordati.

"The Last Stand", David Ellingsen
“The Last Stand”, David Ellingsen

“The Last Stand” era iniziato come progetto simbolico con lo scopo di informare riguardo le conseguenze di un paesaggio profondamente alterato, ma con il passare del tempo è divenuto anche una metafora del mondo naturale che sostiene l’arte di Ellingsen che può fare sentire la sua voce nell’eco ridondante della cultura globalizzata contemporanea. Questa forte dissonanza cognitiva, che deriva dal contrasto tra la partecipazione e la responsabilità; un disagio derivante dal possedimento di due contrastanti ideali che si può definire il vero motivatore della sua arte.

"The Last Stand", David Ellingsen
“The Last Stand”, David Ellingsen

David Elligsen

Photo Credit: David Elligsen

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