Beth Moon: La fotografa del tempo

“Non riesco ad immaginare un modo migliore per commemorare le vite di alberi più drammatici del mondo, che fotografando i loro ritratti” (Beth Moon)

Beth Moon
“Portraits of Time”, Beth Moon

Non troppo tempo fa, il miliardario Richard Branson, fondatore della Virgin Records, ha lanciato una sfida: ha promesso milioni di dollari a chi fosse riuscito ad inventare un dispositivo in grado di catturare le emissioni di anidride carbonica nel modo più efficiente possibile. Branson, peraltro molto impegnato nella difesa dell’ambiente, non riflettè abbastanza per capire che già in natura erano presenti questi “dispositivi”: gli alberi. Beth Moon è una fotografa di San Francisco che per quattordici anni ha girato il mondo alla ricerca degli alberi più antichi del pianeta, che ha fotografato e raccolto in un’illuminante serie chiamata “Portraits of Time”.

Beth Moon
“Portraits of Time”, Beth Moon
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“Portraits of Time”, Beth Moon

La dottoressa Jane Goodall, famosa antropologa conosciuta soprattutto per le ricerche sugli scimpanzé, si esprime così raccontando della fotografa: “Le immagini di Beth Moon catturano la forza e il mistero della testimonianza dei più antichi alberi del mondo. Queste sentinelle forestali sono tra i più antichi esseri viventi sul pianeta ed è disperatamente importante che noi facciamo tutto il possibile per garantire la loro sopravvivenza. Vorrei che i miei nipoti possano conoscere la meraviglia della vita di questi alberi e che loro la possano fare conoscere ai loro figli”.

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“Portraits of Time”, Beth Moon
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“Portraits of Time”, Beth Moon

Molti degli alberi che la Moon ha fotografato sono sopravvissuti perché sono lontani dalle civiltà; montagne, proprietà private, o zone protette hanno garantito la loro sopravvivenza sulla Terra. Alcune specie esistono solo in certe zone isolate del mondo, per esempio ci sono 6 specie di Baobab spettacolari, che si trovano solo ed esclusivamente in Madagascar; purtroppo però il Baobab è oggi una delle tre specie più minacciate sull’Isola, anche a causa dello sviluppo sistemico dell’uomo che spesso non viene supervisionato e controllato adeguatamente.

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“Portraits of Time”, Beth Moon
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“Portraits of Time”, Beth Moon

I criteri che la Moon usa per scegliere particolari alberi sono sostanzialmente tre: l’età, le dimensioni immense o la storia notevole. Il lavoro di questa fotografa comincia con una continua ricerca delle collocazioni degli alberi nel mondo usufruendo di libri di storia, botanica, registri di classificazione, articoli di giornale e informazioni da amici e viaggiatori che vengono analizzate e poi catalogate. La serie “Portraits of Time”, ovvero “Ritratti del Tempo”, è stata raccolta in un affascinante libro le cui foto sono state stampate con le tecnica al platino-palladio, procedimento fotografico monocromatico in grado di restituire la più ampia gamma di toni, consentendo una vasta ricchezza di sfumature e  maggiore efficacia nel far emergere tutti i dettagli delle immagini in armoniose gradazioni. Ineguagliabile a qualsiasi tipo di riproduzione in bianco e nero, questa tecnica garantisce una durata della stampa praticamente infinita.

Beth Moon
“Portraits of Time”, Beth Moon
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“Portraits of Time”, Beth Moon

Quello che ha mosso questa artista ad intraprendere un progetto così impegnativo anche dal punto di vista temporale è stato il fatto di poter denunciare la presenza di queste magnificenti piante. In piedi a testimoniare di essere i più grandi e più antichi monumenti viventi sulla terra, questi alberi simbolici assumeranno una forte importanza, soprattutto nel momento in cui, dopo la presa in esame di queste foto, la nostra attenzione sarà maggiormente rivolta all’interesse ecologico, quando si vorrà trovare un modo per vivere in armonia e nel rispetto dell’ambiente, che celebra le meraviglie della natura che sono sopravvissute in tutti questi secoli.

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“Portraits of Time”, Beth Moon
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“Portraits of Time”, Beth Moon

Non riesco ad immaginare un modo migliore per commemorare le vite di alberi più drammatici del mondo, che fotografando i loro ritratti“. Queste le parole della fotografa a cui rendere grazie per questi scatti, che oltre ad un forte aspetto di denuncia, descrivono anche in modo piuttosto romantico lo scorrere del tempo, immortalando in un attimo rubato quel che sono stati migliaia di anni.

Beth Moon
“Portraits of Time”, Beth Moon
Beth Moon
“Portraits of Time”, Beth Moon

Un concetto più volte espresso nella storia dell’arte quello della caducità della vita, che in questo caso non si riferisce solo a quella di queste speciali piante e a ciò che potrebbe comportare simbolicamente una loro scomparsa, ma anche ad un’indagine autoriflessiva che porta a valutare i comportamenti anche nei confronti di noi stessi, che spesso non guardiamo alle nostre azioni con lungimiranza, senza pensare  alle conseguenze che potrebbero comportare. Un lavoro estremamente affascinante sia dal  punto di vista che dell’interesse per gli aspetti ambientali, sia dal lato artistico e suggestivo, quello di Beth Moon ha gettato le basi per un’attenzione mirata all’arte ambientale.

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“Portraits of Time”, Beth Moon
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“Portraits of Time”, Beth Moon

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Photo Credit: Bet Moon

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